Padre Marco Lusuardi Carmelitano Scalzo (61 anni)

Italia
07/04/2026

Scoperta dell'opera

Un amico mi aveva presentato un episodio; mi aveva lasciato dubbioso. In seguito, trovandomi nella biblioteca del Seminario di Reggio Emilia, mi sono sentito improvvisamente spinto a cercare negli schedari se c'era l'Opera. L'ho trovata, e ho preso in prestito il primo volume, e in seguito i successivi. Poi ho acquistato tutti i volumi, e li ho fatti acquistare anche alla Biblioteca Comunale di Reggio Emilia. La scoperta è stata emozionante. La prima volta (avevo circa 23 anni) ho letto tutta l'Opera in sei mesi. Poi l'ho riletta sei o sette volte negli anni successivi, fino ad oggi.

Impatto sulla fede

L'Evangelo mi ha aiutato a scoprire Gesù e Maria, a comprendere meglio i loro sentimenti, il loro modo di parlare, il loro modo di comportarsi fin nelle più piccole cose. Era quello che desideravo da tempo. Tutto mi interessava, anche i dettagli, delle persone di Gesù e Maria. Per es. nel V volume, cap. 359.9: Gesù tende la mano e dice: “Accetto per i poveri. Ma non accetto il carro. Sono il Povero fra i poveri. Non insistete”. [...] “Perché non hai preso il carro?”. “Perché è bene andare a piedi”. Queste poche parole mi fanno sempre riflettere moltissimo. Aggiungo che ogni volta che rileggevo l'Opera, trovavo sempre luci nuove, nuovi spunti da approfondire e meditare, nuovi incoraggiamenti per praticare intensamente la mia vita cristiana, religiosa e sacerdotale. È un'Opera che non invecchia.

Grazie ricevute

L'Evangelo mi ha fatto meditare tantissimo. Ho sottolineato numerosi passi, e di recente li ho copiati al computer, per rileggerli spesso e sforzarmi di capirli sempre più e metterli in pratica. Mi hanno aiutato molto anche “i Quaderni” della Valtorta; invito chi ha già letto l'Evangelo a leggere pure quelli. L'Autobiografia di Maria Valtorta mi aveva deluso. Non so definire che cosa mi aspettavo di leggere. Forse non trovavo niente di particolarmente utile per il mio cammino di fede. Ma negli anni seguenti a ogni rilettura mi si presentavano sempre più chiare le virtù eccezionali dell'Autrice, virtù che lei cercava umilmente di lasciare in secondo piano. Per esempio: a pag. 300 della III edizione scrive: “Pranzai come al solito: pochino ma di gusto”. A pag. 301: “Io di sera non mangiavo mai”. Ma ciò che più mi colpisce è il suo essersi offerta “Vittima a Dio” per la Chiesa e i peccatori, e il suo aver sopportato incredibili dolori fisici senza lamenti e senza ripensamenti. Sono convinto dell'eroicità delle sue virtù. Spero che inizi al più presto il suo Processo di beatificazione.

Cosa direste a qualcuno che esita a scoprire quest'opera?

Pio XII aveva detto: “Pubblicate quest'Opera così come sta; chi legge capirà”. Qualcuno può essere scoraggiato dalla vastità dell'Opera. Lo invito a leggere almeno il X volume, sulla Passione e Glorificazione del Signore Gesù. Poi sentirà certamente il desiderio di leggere tutto il resto. Qualcuno è disturbato dallo stile dell’Autrice, molto descrittivo; ma per molti ciò è un aiuto a meditare.

Complemento di testimonianza

Quando sono diventato sacerdote, ho spesso utilizzato l'Opera per comprendere meglio certi passi difficili dei Vangeli canonici e dell'Antico Testamento, e scrivere omelie più chiare e benefiche per i fedeli. L'Opera mi ha anche aiutato a comprendere e ad evitare gli errori teologici oggi diffusi nella Chiesa, così da poter contribuire a difendere il gregge di Cristo. Ho parlato dell'Evangelo con più di duemila fedeli (stima approssimativa), consigliando di acquistare l'Opera, che permette anche alle persone di poca cultura di ricevere una formazione dottrinale e spirituale purissima e approfondita. L'Evangelo continua ad essere incredibilmente avversato da vari ecclesiastici anche molto autorevoli. Credo che ci sia in questo anche l'azione del maligno, che certamente odia quest'Opera per il gran bene che fa alle anime prive di pregiudizi.